Esoscopio Beyeonics: prima esperienza europea
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Al San Raffaele di Milano il primo intervento in Europa con microscopio operatorio interamente digitale in realtà aumentata.
A febbraio 2025 presso l’Unità Operativa di Oculistica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele è stato eseguito con successo – per la prima volta in Europa – un intervento di chirurgia vitreoretinica con l’utilizzo di un esoscopio, il Beyeonics One®, un particolare microscopio interamente digitale e in realtà aumentata. L’operazione è stata compiuta dal Prof. Marco Codenotti, oculista responsabile del Servizio di Chirurgia Vitreoretinica e dal Dott. Lorenzo Iuliano, oculista dello stesso servizio chirurgico.
La patologia e l’intervento
L’intervento è stato eseguito in un paziente di 66 anni affetto da foro maculare e cataratta.
Il foro maculare è una patologia che colpisce la macula, cioè la zona centrale della retina, deputata alla visione distinta e dettagliata. Il sintomo caratteristico è una importante deformazione delle immagini – sintomo chiamato “metamorfopsie” – al punto tale, spesso, non riuscire più a leggere o a distinguere le forme. In molti casi è possibile rallentarne o addirittura bloccarne il decorso, se individuata per tempo.
La cataratta, invece, è una patologia oculare molto comune che nasce fisiologicamente con l’avanzare dell’età. É caratterizzata dall’opacizzazione del cristallino, cioè la lente situata all’interno dell’occhio (dietro l’iride). La progressione della cataratta impedisce alla luce di raggiungere correttamente la retina, provocando quindi una riduzione della vista.
L’operazione, una vitrectomia mini-invasiva combinata con intervento di cataratta, è durata 45 minuti e ha permesso di interrompere il declino visivo arrestando la progressione delle patologie visive.
La tecnologia
Il sistema utilizzato, il microscopio Digitale Beyenics One®, sviluppato appositamente per l’oculistica, è una piattaforma di imaging digitale ad alta definizione che consente ai chirurghi di visualizzare un’immagine ingrandita e tridimensionale (3D) del campo chirurgico e, contemporaneamente, di accedere alle informazioni pre-operatorie o intraoperatorie in realtà aumentata.
La tecnologia consiste in un microscopio completamente digitale, cioè privo dei “classici” oculari attraverso cui i chirurghi osservano il campo operatorio, collegato ad un supercomputer che elabora le immagini in tempo reale a zero latenza e le trasferisce ad un visore in 4K che i chirurghi hanno applicato davanti agli occhi, come se fosse un “casco”. Tale visore, definito “esoscopio”, trae ispirazione e tecnologia dai sistemi che impiegano i piloti aerei per ricevere le informazioni tecniche necessarie al volo e, contemporaneamente, comandare l’aeromobile. Allo stesso modo, i chirurghi mentre osservano il campo operatorio in totale immersività, come se avessero di fatto l’occhio del paziente di fronte in altissima risoluzione, possono fruire di informazioni aggiuntive in realtà aumentata come i dati biometrici, gli esami del paziente, e i dettagli anatomici e chirurgici.
I comandi che regolano il sistema di visione, detti parametri operatori, vengono governati dal chirurgo con dei semplici movimenti del capo: di fatto è sufficiente ruotare leggermente il capo o alzare il mento, per vedere in tempo reale gli esami pre-operatori del paziente o cambiare i settaggi di illuminazione, come filtri e ingrandimenti.
La tecnologia permette infine di eseguire la chirurgia oculare utilizzando una particolare illuminazione infrarossa che, non essendo visibile, mette il paziente nella favorevole condizione di totale assenza di abbagliamento. Di fatto, è solo il chirurgo che vede il campo operatorio attraverso i filtri digitali presenti nell’esoscopio, mentre il paziente non si accorge di nulla.
L’esoscopio può essere impiegato per tutti i tipi di chirurgia oftalmica, dal segmento anteriore (come per i trapianti di cornea e la cataratta) a quello posteriore (come per i distacchi di retina).
I vantaggi
La piattaforma mette i chirurghi nella condizione di fruire di immagini dell’occhio estremamente precise e ad altissima risoluzione, favorendo quindi una visione ultra-dettagliata del campo operatorio. In aggiunta a questo, l’elaborazione computerizzata dell’immagine fornisce due sostanziali vantaggi:
1) migliorare digitalmente l’immagine, con opportuni filtri, perfezionando la nitidezza e la chiarezza dei rapporti anatomici intraoperatori
2) aggiungere all’immagine operatoria dettagli o parametri tecnici in realtà aumentata, consentendo quindi di governare in maniera più performante la chirurgia e godendo di informazioni aggiuntive utili per le decisioni più critiche.
Tutto questo a favore di una chirurgia sempre più precisa, sicura e veloce. Il paziente, oltre che dei miglioramenti di performance chirurgica, potrà inoltre beneficiare, per alcuni interventi, di una chirurgia potenzialmente “senza luce”, senza essere quindi abbagliato, per un miglior confort durante l’operazione.
Il sistema, inoltre, offre un’esperienza educativa-immersiva significativa: grazie alla guida interattiva del chirurgo senior, facilitata da strumenti di realtà aumentata 3D ed una visione dettagliata dell’anatomia del paziente, i medici in formazione possono migliorare il loro apprendimento e lo sviluppo delle competenze in un ambiente realistico.
«Grazie all’utilizzo di questo nuovo esoscopio, oltre al miglioramento ergonomico e alla sorprendente immersività visiva, possiamo finalmente integrare in tempo reale tutta quelle informazioni cliniche e tecniche decisive per perfezionare il momento chirurgico», afferma il Dott. Lorenzo Iuliano.
«Siamo entusiasti di poter accedere a queste tecnologie all’avanguardia: così come è successo per la fotografia, per la televisione e per i cellulari. Il tempo è maturo per una transizione digitale dei nostri sistemi di visione chirurgica. Questo tipo esoscopio ci permette di fare un salto nel futuro, grazie ad una chirurgia sempre più precisa e al privilegio di poter formare sempre più efficacemente nuovi chirurghi, offrendo ai nostri pazienti la migliore tecnologia oggi disponibile» conclude il Prof. Marco Codenotti.
